Sei più fertile di quanto credi

Ciò che può nascere quando smettiamo di forzare la creatività

E se il momento in cui sembra non stia nascendo niente di nuovo fosse, invece, uno dei momenti più fertili della nostra vita?

Questa estate ho smesso, per un po’, di cercare cosa creare. Il tempo più lento mi ha aiutata. Ho lasciato andare la presa, la programmazione creativa, la domanda su quale sarebbe stato il prossimo progetto, la prossima idea, la prossima forma da far nascere.

Ho lasciato spazio vuoto per abitare l’istante.

E proprio lì, senza che li cercassi, hanno cominciato ad affiorare semi che non avevo previsto.

Alcuni sorprendenti e inaspettati, alcuni senza nome, alcuni che sentivo veri ma senza forma.

Poi, al Festival della Sacralità Femminile di questo fine estate, mi sono immersa ancora più profondamente nel tema del Vuoto come Custode ( leggi l’articolo QUI)

Nel rituale che ho guidato al laghetto della Dea mi sono affidata al vuoto come ci si lascia guidare da un amante in una danza: senza conoscere il passo successivo, senza dirigere, restando ricettiva a ciò che sarebbe emerso. E ha preso vita una meravigliosa co-creazione dove ogni donna ha abbracciato liberamente la sua artista interiore.

In questi anni l’attraversamento del vuoto è diventato parte e condizione della mia relazione alla mia creatività. Da qui nasce questa serata e il desiderio di condividere con voi alcune riflessioni sulla fertilità creativa.

Siamo così abituate a riconoscere la creatività quando produce qualcosa: un’idea, un dipinto, un piatto di cucina, un progetto, un’opera, una nuova direzione.

Siamo talmente abituate a cercare che quando invece sembra non arrivare niente, continuiamo a cercare, a volte forzando. Oppure torniamo a ciò che conosciamo, alle ricette che hanno già funzionato per noi.

Ma c’è qualcosa che facilmente dimentichiamo: noi non siamo più le stesse. Ciò che nutriva la donna che ero due anni non nutre più la donna che sono oggi.

La vita chiede rinnovamento. Anche la nostra creatività.

Ciò che non si rigenera rischia di perdere forza vitale, mentre ciò che accettiamo di lasciare andare può fare spazio a nuove forme, nuovi desideri, nuovi semi, più allineati a chi siamo oggi.

E se, invece di cercare subito una forma nuova, provassimo a creare spazio?

Spazio per non sapere.
Per ascoltare.
Per lasciare emergere.

Sto scoprendo che, per me, la fertilità creativa non è la capacità di produrre continuamente. È piuttosto la capacità di creare dentro di noi le condizioni perché qualcosa di autentico possa emergere.

E allora cambia anche la mia domanda.

Non più: “E adesso, cosa devo fare?”

Ma: “Cosa sta cercando di emergere?”

Venerdì 2 ottobre ti invito a SEI PIÙ FERTILE DI QUANTO CREDI, una serata gratuita online dedicata alla fertilità creativa.

Non parleremo di come avere più idee. E nemmeno di come diventare più produttive. Proveremo invece ad avvicinarci a qualcosa di più sottile: abitare il vuoto non come mancanza, ma come condizione generativa.

Condividerò alcune delle mie pratiche personali di apertura all’ignoto e vivremo insieme un’esperienza diretta per incontrare la nostra creatività prima ancora che abbia una forma.

Venerdì 2 ottobre
20.00–21.15
Online su Zoom
Gratuito · su prenotazione

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PRENOTA ( posti limiti)

Scrivendo a: mariannecordier.studio@gmail.com

Un talk + experience per abitare il vuoto non come mancanza, ma come condizione generativa.

E tu, cosa senti che dentro di te sta chiedendo spazio?

In chiusura ti racconterò anche come questo viaggio continua nel Modulo 1 della Scuola del Colore dell’Anima, con una piccola sorpresa riservata a chi sarà presente dal vivo.

Ti aspetto

Marianne

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